Alan

Alan e l’alba di Rimini

Alan attese tutta la notte prima di recarsi in spiaggia a Rimini per assistere allo spettacolo dell’alba che dava vita al nuovo giorno

 

Alan non era mai stato un poeta, un sognatore forse, uno strimpellatore di chitarra, un buono con la vita in tasca ed un lavoro ancora da scegliere. Ma quello che vide nell’agosto del 2003, cambiò per sempre il suo modo di intendere i colori, i sapori, gli odori i profumi, ci vollero vent’anni per comprendere quanto le emozioni fossero importanti più del semplice apparire come uno qualsiasi, tra una folla di fantasmi. Era il 13 agosto del 2003, Rimini, la meta più ambita dai ragazzi della sua età, la prima vera vacanza con gli amici, le notti in bianco, le discoteche, le risate, la vita senza regole che improvvisamente si ferma, prende fiato, osserva, cambia.

Erano circa le 5 del mattino quando Alan insieme agli amici decise di seguire un gruppo di reduci dalla notte brava fino alla spiaggia per assistere ad uno spettacolo che quotidianamente si ripete dalla notte dei tempi. Camminava silenzioso cercando di concentrarsi sullo specchio d’acqua di fronte a lui, immobile, paralizzato dalla bassa marea. Con lo scorrere dei minuti, l’orizzonte dipinto di un blu intenso, piano piano si apriva ad un dolce arancione, lasciando spazio nella sua mente al solo canto dei gabbiani. Si sedette, ipnotizzato da tanta bellezza. Il sole fece il resto, donando i primi raggi a quello specchio di mare avvolto nel silenzio e nella pace divina.

Alan catturò ogni istante di quello spettacolo meraviglioso, rimase così, con il vuoto intorno a sé, fino a che il sole non gli diede il permesso di alzarsi, come dopo l’inchino al proprio pubblico, al che Alan ringraziò felice di aver assistito allo spettacolo più bello che la natura ci abbia mai donato, l’alba di un nuovo giorno.

 

 

 

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