Giudizio

Il giudizio: la più grande e pericolosa forma antidemocratica insita nell’uomo

Il giudizio: la più grande e pericolosa forma antidemocratica insita nell’uomo ed anche la più subdola, capace di nascondersi al meglio

 

Il giudizio: la più grande e pericolosa forma antidemocratica insita nell’uomo ed anche la più subdola, capace di nascondersi al meglio. Ma che cosa vuol dire nascondersi al meglio? Come si manifesta senza che possiamo accorgercene in tempo? Domande importantissime alle quali rispondere, per migliorare la qualità della nostra vita e quella delle persone che ci stanno intorno. Andiamo a vedere nel dettaglio di che cosa si tratti.

CHE COS’È IL GIUDIZIO

Banalmente parlando, il giudizio non è altro che una forma di assenso o di dissenso nei confronti di una cosa o di una persona che classifica l’essere in questione, in base al soggettivo pensiero. Letteralmente invece viene così tradotto: “L’attribuzione di un oggetto a una categoria (oggettiva o soggettiva), espressa mediante il rapporto di due concetti”. Questo in breve è ciò che sappiamo di questo elemento, così presente nella vita di tutti i giorni.

COME NASCE E COME SI MANTIENE

Fondamentalmente l’essere umano nasce con questo modo di esprimersi nei confronti degli altri, per poi imparare a soppesare le parole a seconda del proprio carattere, del proprio percorso culturale e della propria condizione sociale. Una buona apertura mentale predispone la persona ad un rapporto maggiormente paritario nei confronti dei simili, fin dai primi anni, dall’età dei giochi, delle prime parole. Tuttavia, nel corso degli anni si può lavorare ad una maggiore consapevolezza di quanto sia importante eliminare il giudizio, al fine di lasciare maggiore libertà agli altri e di evitare ansia e stress che alla lunga possono anche portare a danni irreparabili.

L’ASCOLTO PRIMA DI TUTTO

Un altro elemento fondamentale ed utile ad una maggiore consapevolezza è sicuramente l’ascolto, inteso come capacità vera e propria di accogliere in silenzio una persona che ci racconta una storia, in modo tale da prestare attenzione alle motivazioni che hanno portato ad un determinato comportamento. L’ascolto è sicuramente un capitolo enorme, molto vasto e che meriterebbe un approfondimento a parte, proprio per capire come si possa arrivare ad essere buoni ascoltatori.

METTERE DA PARTE SE STESSI

In termini molto riassuntivi, per essere dei buoni ascoltatori occorre imparare a mettere da parte se stessi, disallinearsi con l’interlocutore, in modo tale da mettere lui o lei al centro della scena. Molto spesso mi capita di vedere persone totalmente incapaci di ascoltare e che ancora prima di capire il problema hanno già trovato una soluzione, impedendo all’interlocutore di esprimersi, di aprirsi, di decidere in autonomia come muoversi e cosa fare. Fermo restando che essere buoni ascoltatori è una cosa difficilissima, in alcuni casi addirittura una dote, si può comunque migliorare il proprio aspetto comunicativo. Come? Usando la curiosità.

LA CURIOSITÀ COME FONTE DI SUCCESSO

Al mondo, le persone curiose sono quelle di maggior successo perché ovviamente hanno sempre voglia di imparare, conoscere. Da questo ottimo punto di partenza si può ottenere il meglio, ovviamente orientando la curiosità verso un qualcosa di costruttivo, che possa portare benefici nel tempo. Ad ogni modo le persone di successo pianificano ed organizzano la propria curiosità in base soprattutto ai propri obbiettivi, finalizzati all’ottenimento di un risultato o di una carriera. La curiosità al servizio dell’ottimizzazione del tempo, della realizzazione di un obbiettivo, appunto.

 

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CURIOSITÀ PIÙ ASCOLTO

Dunque senza curiosità, nella stragrande maggioranza dei casi non ci può essere ascolto, questo è assodato. Ma è anche vero che ci può essere ascolto a prescindere dalla curiosità, come dote innata, tra le potenzialità, ovvero tra i lati del carattere. Le persone che non necessitano di  curiosità sono quelle che pazientemente si fermano ad ascoltare l’interlocutore, senza interrompere, senza anticipare le parole, senza dare consigli e senza esprimere giudizi, appunto.

IO PRIMA DI TE

La difficoltà più grande nelle persone incapaci di ascoltare sta tutta nell’incapacità di ascoltare. Non è un concetto ridondante per errore ma è la semplice e banalissima verità. Senza le caratteristiche sopra elencate non c’è possibilità di ascolto e il giudizio sarà dietro l’angolo, come avviene normalmente in una comune chiacchierata tra amici. Qui la grande differenza con un professionista della comunicazione, il quale, senza ombra di dubbio, aprirà gli ascolti con molta curiosità, al fine di avere più elementi possibili e fare in modo che l’interlocutore non si senta interrotto o giudicato.

INNAMORATI DELLA SUA STORIA

Ciò che maggiormente differenzia un buon ascoltatore da un ottimo ascoltatore è l’amore vero, provato nei confronti della persona che si apre, affidandosi a te come confidente di quel momento. Affidarsi ad una persona vuol dire mettere la propria vita nelle mani di chi ascolta che avrà il compito di vivere il tutto come un un privilegio. C’è solo un modo per capire quanto veramente siamo in grado di ascoltare, ovvero quello di ascoltare la sensazione di trasporto e di coinvolgimento al punto tale da isolarsi da tutto il resto: in quel momento vivo per te, sono lì solo ed esclusivamente per te.

 

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FIDATI DI ME

Banalmente parlando, l’incapacità di ascolto nasce da un forte senso di egoismo, spesso involontario ma presente: “Io ne so più di te perché ci sono passato”. A volte queste parole possono essere importanti e significative, specie se pronunciate da un genitore. In altre situazioni, vengono spesso dette senza cognizione di causa, perché non tutti sono uguali e non è aritmetico che le situazioni si ripetano tali e quali. Anche questo potrebbe risuonare come un luogo comune ma non lo è, proviamo a pensare a quante volte consideriamo determinate situazioni universali, solo perché ne portiamo i segni dell’esperienza. Tutto questo perché il nostro ego ci impone di considerarci come forza motrice del mondo, quando in realtà, probabilmente siamo solo facendo ostruzionismo.

TU SEI…TU SBAGLI

Democrazia, libertà, liberalismo…Parole bellissime dal significato sconfinato, eppure nessuna persona potrebbe considerarsi lontanamente vicina a questi concetti senza prima aver lavorato su un altro concetto fondamentale: la libertà decisionale altrui. In un mondo sempre più sotto giudizio grazie all’avvento dei social network, le persone lontane da questo modo di agire vengono considerate come mosche bianche, perché capaci di vedere le cose senza dover necessariamente imporre il proprio volere, in base alla propria esperienza. Ogni volta che sento dire “Tu sbagli”, ho un sussulto che varia dalla depressione improvvisa, alla voglia di aprire un dibattito in merito a questa frase aberrante.

DOVRESTI FARE COSÌ

E poi c’è il più classico dei consigli: “Dovresti fare così”, che detto in ambito formativo, è qualcosa di ineccepibile. Detto in fase di “confessione” o di racconto delle proprie vicissitudini diventa un vero e proprio attacco alla democrazia personale. Questa parola (democrazia personale) che il mondo intero ama, in realtà non fa parte dell’animo umano, proviamo solo a pensare a quante volte ci siamo arrabbiati per la scelta e la decisione di un’altra persona. E giù gli attacchi: “Hai sbagliato…era troppo presto…era troppo tardi…non dovevi…non dovresti”. Tutte cose facili da dire quando si tratta della vita altrui, perché è sempre più facile esprimere giudizi o consigli quando sono le altre persone a doversela cavare.

TUTTI HANNO UNA STORIA DA RACCONTARE, CERCANDO QUALCUNO DISPOSTO AD ASCOLTARLA

Poi ci sono le persone curiose, quelle che rispettano la sensibilità delle persone, entrando in punta di piedi nella vite incrociate anche per caso. A piccoli passi, con discrezione, senza invadenza, senza dare consigli, senza giudicare e soprattutto sempre con il sorriso e qualche domanda mirata, volta a far si che una persona possa decidere autonomamente la propria strada, senza che nessun’altro gli imponga la propria esperienza.

 

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IL VIDEO DELLA SPIEGAZIONE

L’articolo sarà spiegato in un video che troverai alla mia pagina Fb al link: Tutto il mondo di Alessandro

 

 

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