Il grillo parlante: storia di Alan alle prese con le solitudini domenicali

Il grillo parlante, storia di un personaggio solitario alle prese con il buio dentro di una domenica pomeriggio d’inverno, tra sogni e calamità impetuose

 

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Il grillo parlante, storia di un personaggio solitario alle prese con il buio dentro di una domenica pomeriggio d’inverno, tra sogni e calamità impetuose

Era il 13 Novembre del 1994, una domenica pomeriggio come tante Altre per Alan, se non fosse una cera inquietudine che lo attanagliava fin dal mattino. Si era svegliato con un dubbio atroce, e quando aveva trovato il coraggio di dire a se stesso che cosa non andasse si ritrovò a discutere con l’unica persona che lo stava a sentire, ovvero quella con la quale mangiava tutti i giorni e con la quale andava a dormire, a volte dopo dopo una furiosa litigata per i temi decisamente scarsi dei documentari in televisione. Una volta provò anche con la violenza, si diede uno schiaffò improvviso ma fu talmente veloce a schivarlo che penso orgoglioso di essere diventato un esperto di arti marziali. Stanco di discutere per conto proprio, uscì di casa imprecando contro la pioggia che insieme all’atmosfera tetra dell’inverno di provincia, contribuiva ad accentuare il suo mal di stomaco, un po’ leopardiano pre settimanale.

Erano circa le 14:30 quando si ritrovò davanti all’ingresso di un bar completamente vuoto, dalla vetrata si intravvedeva l’immagine di un monitor ed il colore verde di un campo da calcio. Penso di entrare, trovando sicuramente qualcuno con il quale discutere. Una volta dentro, avverti un’atmosfera decisamente tetra, silenziosa, le immagini del monitor scorrevano quasi al rallenty, si sedette, quasi stordito da tanto silenzio, ordinò una birra e poi attese. Era il minuto 70 quando il Padova passò in vantaggio contro il Brescia, alan penso bene di rompere quel silenzio assordante con un’esultanza da stadio tanto eclatante da far volare la birra sul pavimento. Passato il momento di euforia si ricordo che a malapena sapeva che il Padova fosse in Serie A. Si ricompose ed avvertì lo sguardo fulmineo del barista con il quale comunicò riponendo il bicchiere lentamente sul tavolo. Appoggiata la testa su un braccio a mo di sbronzo, cominciarono a verificarsi i primi effetti collaterali di tutto quell’insieme di energie psichedeliche. “Ehi, ps, ma che fai? Mi crolli con una birra? Sai qual è il tuo problema amico? È che non parli mai prima di pensare, da retta a me, vattene a casa, i documentari non sono più quelli di una volta”. Alla parola documentari, Alan tentò di rispondere ma il tentativo gli morì in bocca come se si fosse appena svegliato da un lungo sonno.

Quello strano tipo che gli sedeva a fianco lo invitò a guardarsi intorno, poi lo presentò ai tifosi del Padova. “Ragazzi questo è Alan, è un mio amico, è un tifoso come voi, su fategli sentire il vostro calore”. I tifosi lo accolsero e lo abbracciarono mentre Alan fece segno 2 con le dita. I tifosi allora pensarono che volesse indicare la vittoria del Brescia ed invece voleva dire che la squadra di casa avrebbe sicuramente raddoppiato. Il suo amico, detto il grillo parlante, rassicurò i tifosi sulle intenzione del malcapitato, poi gli disse: va a casa, fa pace con te stesso e attenzione alle brutte notizie”. Fu in quell’istante che si sentì picchiare sul braccio. Si sveglio di colpo: “Il grillo parlante!…Il grillo parlante! Ma quale grillo parlante, sono 5000 mila lire di birra”. E i tifosi? Sono allo stadio…che ha fatto il Padova? Ha vinto 2-0. E le cattive notizie? Ma non lo sai, un alluvione tremendo ha colpito le province di Cuneo, Torino, Asti ed Alessandria. Uscì, la mano segnava ancora il due, poi la portò alla tasca ed estrasse un piccolo gagliardetto…del Padova.

 

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