Sogni

Sogni, come trasformarli in obiettivi e realtà: iniziamo dal primo passo

Sogni, come trasformarli in obiettivi e realtà: iniziamo dal primo passo,  determinante nella maggior parte dei casi

 

Sogni, come trasformarli in obiettivi e realtà: iniziamo dal primo passo, determinante nella maggior parte dei casi. “Non smettere di sognare”. Quante volte hai sentito questa frase? Nella maggior parte dei casi, ripetuta a memoria senza scavare nella profondità infinita di queste quattro parole.

LA FACCIA NEGATIVA

Come in tutte le cose, è facile attribuire al consiglio in questione, una doppia faccia della medaglia, quella positiva e quella negativa. Noi analizzeremo quella negativa ovviamente, per provare a sovvertire un concetto tanto importante quanto “pericoloso”.

IL MONDO DEI FOLLI

Che il mondo sia dei folli e dei sognatori lo sappiamo, ce l’hanno detto coloro che con le idee lo hanno cambiato, il mondo, ma tutto questo non sarebbe mai successo se quei sogni non si fossero trasformati in azione e quindi in creazione. Perché fare significa questo, significa creare, nell’assunzione positiva del temine ovviamente.

PASSARE ALL’AZIONE

Prova solo a pensare a cosa sarebbe il mondo oggi, se i cosiddetti sognatori non avessero deciso di passare all’azione, di realizzare i propri sogni di cambiare la vita di miliardi di persone. probabilmente non avresti in mano il telefono che stai utilizzando per leggere questo articolo o non saresti di fronte al tuo pc, per il quale sono state fatte battaglie durate anni, a colpi di idee, marketing e notti insonni.

CON LA MENTE AL SOGNO

Sicuramente ora starai leggendo con gli occhi queste righe mentre con il cuore sei già lì a cercare di capire come realizzare il tuo sogno, preso da un’improvvisa impennata di adrenalina. Attenzione: l’adrenalina sale e scende e quando cala c’è rischio di farsi prendere di nuovo dalle priorità della vita.

ALTRO GRANDE DUBBIO

Altro dubbio enorme: ma se il mio è un sogno, quante possibilità avrò di realizzarlo? Sennò sarebbe solo un desiderio. Vero. Cominciamo col fare una distinzione tra sogni, desideri e obiettivi.

 

CE L’ABBIAMO TUTTI

Un sogno più o meno ce l’abbiamo tutti, se ne sta lì tranquillo senza che nessuno lo disturbi, ci segue passo passo senza cambiare mai rotta, dove andiamo noi va lui, è dentro di noi, fa parte di noi, è noi. Ora prova a rispondere a questa domanda.

UN PENSIERO FISSO

Quante volte pensi al tuo sogno nell’arco della giornata? Della settimana, del mese? Dell’anno? Ok, ora chiediti, è sufficiente per poterlo realizzare? Se la risposta è no, molto probabilmente non è neanche così importante ma questa è una cosa tua e lungi da me dal giudicare il tuo livello di coinvolgimento.

RISPOSTA POSITIVA

Se la risposta è si allora vuol dire che il fuoco è già acceso e sei pronto o pronta per cucinare (arte meravigliosa). Prima però che il fuoco faccia il proprio dovere, la parola sogno dovrà necessariamente trasformarsi in desiderio, decisamente più concreto ed attuabile del sogno, meno effimero e molto più adrenalinico appunto.

CONCRETEZZA PRIMA DI TUTTO

Molto bene, prima di passare all’ultima fase, ovvero quella dell’obiettivo, è giusto ricordare che i sogni/desideri per poter arrivare a compimento devono essere chiaramente concreti e realizzabili, nonchè attuabili.

NON TUTTO FATTIBILE

Inutile prenderci in giro, ci sono sogni destinati a rimanere tali e non c’è possibilità che si realizzino, questa purtroppo è la dura realtà contro la quale non si può andare ma se invece imparassi ad ascoltare te stesso, il tuo potenziale e la tua volontà, allora ti accorgeresti che puoi raggiungere qualsiasi vetta nella vita, sempre stando a quelle che sono le tue potenzialità e i tuoi sogni ovviamente.

UN POTENZIALE PER OGNUNO

Ogni persona possiede un numero preciso di potenzialità, scoprendole potrebbe arrivare a sfruttarle a pieno per la causa che ritiene più opportuna. Lavorare sulle potenzialità vuol dire giocare di pari passo con la propria natura, con ciò che ci fa fare meno fatica, e quindi ci stressa di meno.

 

POTENZIALITÀ E TALENTO

Potenzialità significa talento? No sono due cose diverse, la potenzialità è un tratto distintivo del carattere, il talento no. Il talento è innato, c’è o non c’è e non è allenabile o sviluppabile, la cui manifestazione è automatica, spesso involontaria.

 

LEGGI ANCHE: POTENZIALITÀ, UN MONDO DI SORPRESE TUTTE RACCHIUSE DENTRO DI TE

 

UN ESEMPIO DI TALENTO

Ad esempio un talento nel disegno, avrà sicuramente maggiori possibilità di stupire, semplicemente con il piacere di farlo, rispetto a chi proverà, magari anche studiando ma senza ottenere risultati.

LA DIFFERENZA

Nelle potenzialità invece riscopriamo tratti del carattere da utilizzare a favore di ciò che vogliamo realizzare. Le potenzialità riconosciute e approfondite dalla psicologia positiva e dal Coaching sono 24, “contenute” all’interno di 6 virtù.

 

SCOPRIAMOLE INSIEME

Saggezza e conoscenza, coraggio, amore, giustizia, temperanza, Trascendenza.Ognuna di queste virtù rappresenta le potenzialità delle quali abbiamo parlato, come detto, sono 24 ed ogni essere umano ne possiede 4/5 principali, il resto secondarie.

 

COME FACCIO A RICONOSCERLE

Ok, ora so che ho un potenziale dentro di me da poter utilizzare a mio favore, come faccio a sapere quali sono effettivamente le potenzialità che più caratterizzano i tratti distintivi del mio carattere?

Molto bene, se l’hai letto avrai sicuramente un quadro più ampio su quelli che potrebbero essere i tuoi punti di forza, sui quali basare la tua crescita e dunque fissare i tuoi obiettivi rivolti al futuro.

TORNIAMO AI SOGNI

AD OCCHI APERTI

 

Ma torniamo al nostro punto di partenza, ovvero i sogni. Sarebbe bello se da domani gli unici sogni che hai potessero essere quelli che arrivano di notte, mentre dormi. Per quanto riguarda quelli ad occhi aperti, se non hai ancora cominciato ad agire vuol dire che forse sono effettivamente poco concreti e quindi difficilmente realizzabili.

 

Andiamo a vedere che cosa significa muoversi per realizzare un sogno che da qui in avanti chiameremo obiettivo (più concreto ed attuabile).

 

PIANIFICARE PRIMA DI TUTTO

Quando desideriamo qualcosa, ovviamente vorremmo che si realizzasse subito, senza fatiche e senza problemi: altro falso mito. Non è così, un sogno/desiderio/obiettivo si realizza solo ed esclusivamente con una pianificazione, mettendo in conto che il tempo sarà il nostro, in questo caso il tuo, miglior alleato.

AMICO E NEMICO

Giusto, il tempo, amico e nemico di tutti. Quante volte avrai ripetuto la frase “Non ho tempo”, oppure ci vuole troppo tempo, o meglio ancora: “C’è brutto tempo” (altra scusa della quale parleremo più avanti). La visione del tempo nella maggior parte dei casi è una questione soggettiva, o meglio, viene vissuta in maniera soggettiva.

 

QUESTIONE DI TEMPO

Una persona ad esempio potrebbe dire: mi devo prendere più tempo”, un’altra invece potrebbe dire “Ci vuole troppo tempo”. Quindi la relazione tra il soggetto ed il proprio tempo, come detto, è condizione soggettiva che avvalora la mia tesi personale in merito: Il tempo è tempo, sta a te decidere come gestirlo, affrontarlo, utilizzarlo. Tu come lo vivi? come una possibilità o come un impedimento?

UN QUESITO IN MERITO

Per farti arrivare più semplicemente alla risposta ti pongo un quesito. Mettiamo il caso che vorresti intraprende un percorso di studi universitario che per una laurea breve, solitamente, richiede un percorso della durata di tre anni. Quale potrebbe essere la tua reazione? Ci vuole troppo tempo, oppure, spero che mi bastino tre anni?

PIANIFICAZIONE NECESSARIA

Come vedi, anche in questo caso, la risposta è soggettiva ma la verità è unica: nulla si ottiene senza una pianificazione che richieda l’investimento di tempo da dedicare, dimenticando completamente l’obiettivo finale. Come mai devo dimenticare l’obiettivo?

DIMENTICARE L’OBIETTIVO

Dimenticare l’obiettivo significa averlo individuato e messo da parte. Dato che, come abbiamo detto, realizzarlo comporta l’investimento di tempo e risorse, metterlo via chiuderlo a chiave e non pensarci più aiuterà a concentrarsi meglio sugli obbiettivi performativi, ovvero, ad esempio, gli esami universitari che in questo caso rappresentano le performance da portare a termine a compimento della realizzazione dell’obiettivo, in tal caso la laurea.

L’ALLENAMENTO PRE GARA

Altro esempio classico di obiettivo performativo potrebbe essere l’allenamento in vista di una gara importante: arrivare a percorrere tot km al giorno potrebbe rappresentare la performance realizzata al fine di svolgere al meglio l’allenamento che porterà alla gara. Se ad esempio dovrò correre una Maratona (42 km) dovrò stabilire l’obiettivo performativo, ovvero quanti km percorrere ad ogni allenamento, in base al tempo che avrò a disposizione.

UN PRIMO RIASSUNTO

Dunque, per riassumere, ora sappiamo che abbiamo una vita sola…e fin qui…in questa unica vita abbiamo tempo a disposizione che ci permette di pianificare il nostro percorso, al fine di raggiungere un obiettivo. Dopo aver fatto chiarezza sulla mia (tua) concezione del tempo e su quanto veramente voglia quella determinata cosa allora sono pronto alla trasformazione: sogno…desiderio…obiettivo!

FARE PRIMA DI TUTTO

Lo realizzerò? Probabilmente no ma non mi importa perchè la cosa che più mi soddisfa è sapere che sto lavorando per farlo, che sono sceso dal divano e mi sono messo all’opera e come sappiamo.

METTERSI ALL’OPERA

Mettersi all’opera significa incamminarsi verso la realizzazione del proprio obiettivo, se non altro per eliminare i rimpianti del non averci nemmeno provato. Banalmente parlando, hai una sola vita a disposizione, una grande, immensa, unica occasione, è adesso che puoi iniziare a fare ciò che desideri.

THINK DIFFERENT

Dedicato ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a quelli che non si arrendono davanti all’evidenza, a quelli che vedono le cose in modo diverso, costoro non amano le regole e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro, glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perchè loro cambiano le cose, loro fanno progredire l’umanità e mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio, perchè solo quelli che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano veramente.

LE HAI RICONOSCIUTE?

Se hai riconosciuto queste parole, sai di chi sto parlando e magari starai anche sorridendo mentre scorri la pagina sul tuo telefono della Apple. In caso contrario te lo dico io, si tratta dello spot “Think different” della Apple del 1997. Le parole di Steve Jobs furono interpretate in italiano da Dario Fo, mentre scorrevano le immagini dei grandi personaggi della terra, quelli che hanno preso in mano i loro sogni e li hanno trasformati in obiettivi.

UN ESEMPIO UNICO

Chiaramente Jobs è solo un esempio di come si possa arrivare a realizzare un sogno, portandolo da illuminazione a fatto compiuto. Per non illudere nessuno è giusto sottolineare l’unicità del personaggio Jobs, in pochi al mondo possono realmente fare ciò che ha fatto lui, questo va detto ma ognuno di noi può a suo modo cambiare il proprio di mondo. Come semplicemente vivendo e non sopravvivendo.

L’IDEA DA EMBRIONE A MONUMENTO

Proviamo ad immaginare l’idea come la più piccola forma della materia, esattamente come la natura ci insegna, ovvero paragonata alla nascita dell’uomo. L’idea con le stesse proporzioni dell’atomo, praticamente una scintilla, la prima che scatenerà l’incendio.

ILLUMINAZIONE DI PARTENZA

Ogni volta che inizio a scrivere un testo teatrale, ogni volta che mi viene in mente un articolo che sia di ambito sportivo o culturale, ogni qualvolta io provi a creare qualcosa, lo faccio sempre partendo da un’illuminazione, molto spesso arrivata per caso, magari guardando un palo della luce insieme ad un amico.

PUNTI DI VISTA

Lui ci vede un palo della luce, io ci vedo un dialogo romantico sotto ad un lampione con una luce molto calda ed una musica che ricorda un po’ la Parigi del secolo scorso. Sono più avanti? No, semplicemente guardo le cose da un’altra prospettiva.

COME TROVARE UN’IDEA DI PARTENZA

Cerchi un’idea? Impara a guardare quel palo della luce in tutti i modi possibili, tranne per quello che è veramente. Spesso la banalità della realtà ci inchioda ad un terreno sempre più arido dove non piove più da molto tempo ma se provassi a guardare la realtà come fosse un video gioco o come un cartone animato, ti accorgeresti della povertà di chi non vede le cose come le vedi tu.

 

Tornando al mio teatro, ti mostro il percorso che segue la mia idea, tanto per capire dove ti potrebbe portare.

 

COSA OCCORRE

Visione, illuminazione, idea, costruzione, partenza, scrittura, stesura, condivisione, attori, incontro, parti, prove, organizzazione, scelta teatro, data, evento, sala, pubblico, spettacolo, applausi, memoria. (Soldi? Va beh, questo è un capitolo a parte). Questo è il sogno, questa è l’idea, una goccia che deve diventare mare.

L’ESPERIENZA DETERMINA

Certo, io parlo per esperienza ma tu che leggi non dovrai fare teatro od organizzare eventi, avrai le tue idee, i tuoi sogni e quello che più ti compete per realizzarti e farti apprezzare. Non guardarti intorno, ce l’hai, dico a te, è tutto dentro di te.

UN PO’ DELLA MIA STORIA

Ti racconto come sono diventato giornalista. Ti assicuro che quello che dico è tutto vero e lo dico perchè a volte certe cose possono sembrare fortunose, forse lo sono ma la fortuna non è esclusiva mia, può arrivare a tutti, anche a te che leggi. Nel 2012, dopo aver finito la scuola di recitazione, avevo voglia di fare altro, di progredire con la formazione a livello di spettacolo in generale (la formazione non finisce mai, soprattutto nello spettacolo).

VOLEVO LA RADIO

Volevo imparare a lavorare anche in radio, altra grande passione a livello comunicativo. Spesso mi arrivavano newsletter di casting da tutte le parti d’Italia (ora un po’ meno), un giorno nella mail trovai un annuncio di una scuola di Roma che proponeva un corso per conduttori radiofonici.

QUELLO CHE VOLEVO FARE

“Ecco quello che voglio fare-pensai-chiamo e vediamo che mi dicono”. Poco dopo chiamai per avere informazioni ma alla fine della telefonata rimasi molto deluso perchè non potevo permettermi il costo di partecipazione, non eccessivo ma a quel tempo esagerato per le mie risorse, considerando che la scuola era a Roma e che quindi avrei dovuto viaggiare in treno per circa una trentina di volte tra andata e ritorno.

UNA TELEFONATA PER SEMPRE

Scoraggiato, stavo per rinunciare, ma poi arrivò un’altra telefonata dalla stessa scuola che mi proponeva un corso per radiocronisti sportivi ad una cifra più contenuta rispetto alla precedente. Accettai. Sentivo che dovevo farlo, i soldi vanno e vengono nella vita, le occasioni no, molto spesso sono uniche ed irripetibili, motivo per cui occorre affidarsi al proprio istinto.

UN PROGRAMMA STIMOLANTE

Il programma prevedeva la lezione il venerdì per 5 ore, quindi mi organizzai partendo il venerdì mattina e tornando il sabato mattina, con l’appoggio notturno di amici che non smetterò mai di ringraziare. Il corso fu un’esperienza incredibile, potete immaginare, Roma in primavera tutti i venerdì, qualcosa di magico.

ARRIVIAMO AL PUNTO

Ci sarebbero altre mille cose da raccontare ma vorrei arrivare al punto. Dopo il corso passò un breve periodo di silenzio dove continuai a fare quello che facevo prima, tra teatro e qualche esperienza in radio, nata grazie al corso di Roma. Durante quel tempo di studio, il mio insegnante nonché direttore artistico stava lavorando ad un progetto che avrebbe veramente cambiato il mondo di molte persone: dar vita ad una testata giornalistica con produzioni interne di audio-scrittura.

UN PROVINO PER ENTRARE

Feci un provino con loro per testare la qualità della mia voce e fui preso per collaborare alle produzioni audio. Il mio mondo stava cambiando e me ne resi conto quando completai il percorso per poter richiedere il tesserino da giornalista pubblicista. Dovetti preparare un esame orale, studiai, e andai a fare l’esame, portandomi sulle spalle tutto quel percorso fatto di km e km di viaggi, lavoro, sogni e speranze.

NON SONO UN FENOMENO

Sono un fenomeno? No, sono una persona normalissima che non ha avuto paura di buttarsi. Ho avuto e ho tutt’ora altre paure, come tutti, è normale ma quando c’è da investire su me stesso sono pronto a dare tutto, perchè la tua massima espressione la ottieni solo grazie alla fiducia nei tuoi mezzi ma solo ed esclusivamente dopo aver individuato: passioni, potenzialità, limiti, forza e talento, a questo purtroppo non c’è alternativa.

VAI E PRENDI TUTTO

Ti ho raccontato questa storia per farti capire quanto sia importante individuare quelle che sono le proprie passioni, per poi chiedersi quanto si è disposti a rischiare per cambiare il proprio mondo. Diciamo che il mio percorso è stato più o meno tutto così, quando volevo una cosa me la andavo a prendere e fino ad ora ho avuto sempre ragione.

MI RACCOMANDO: FALLO ANCHE TU

 

Ora anche tu dovrai fare la stessa cosa, non il giornalista, l’attore, speaker o coach come me (per carità, se ne hai la propensione…) ma quello che senti, che ti piace, che ti appassiona e che potrai realizzare con estrema facilità sfruttando le tue potenzialità, ovvero i tuoi tratti caratteriali, come sopra riportato. Magari scopri anche di avere un talento, sarebbe il massimo. Se vuoi saperne di più leggi anche l’articolo dedicato al successo che ti linko qui sotto e buon lavoro.

LEGGI ANCHE: IL SUCCESSO, COME OTTENERLO E COME MANTENERLO NEL TEMPO

 

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