Il successo

Il successo: che cos’è, come lo si raggiunge e come lo si mantiene

Il successo, una parola spesso accostata ai trofei ma che invece nasconde molto di più

 

Il successo, una parola enorme nel vocabolario dell’essere comune, distante anni luce, a tratti spaventosa per le responsabilità che le vengono attribuite nell’immaginario collettivo. L’essere umano medio è portato a pensare che il successo sia da attribuire soltanto a chi ha fatto grandi cose di interesse pubblico, a chi ha vinto dei trofei, a chi ha cambiato il mondo, giusto per toccare tutte le scale di importanza. Ma che cos’è realmente il successo? Se provassimo a ridimensionare questa parola e magari a contestualizzarla, potremmo anche scoprirci persone di successo, anche se in fondo non abbiamo cambiato il mondo.

Come? In primis abbiamo cambiato la nostra vita. Ovviamente il successo arriva grazie ad un cambiamento in positivo, quelli negativi andrebbero invece ascoltati, analizzati e trasformati in esperienza. Ma andiamo per gradi, cominciando dalla definizione di successo, in base al dizionario della lingua italiana: “Esito favorevole, buona riuscita”. Dunque lo abbiamo detto, il successo implica un’evoluzione personale dei fatti verso la buona riuscita, verso l’esito favorevole, verso la felicità. Una persona di successo però solitamente non può accontentarsi di una sola vittoria, per definirsi tale ha bisogno di una serie di conquiste che possano mantenere alto lo standard delle sue imprese.

COME POSSO RICONOSCERE IL MIO SUCCESSO?

Ma come faccio a capire se posso effettivamente definirmi una persona di successo? Per questo, esiste tutta una serie di auto domande alle quali potrebbe essere molto facile rispondere, oppure molto difficile nel caso in cui si evidenziasse uno scontro con la dura realtà dei fatti. Niente paura, a tutto c’è rimedio. Le domande da porsi potrebbero essere molte e soprattutto particolarmente dettagliate, facendo riferimento alla casistica. Proveremo a riassumere inserendo solo le più “Importanti”, anche se l’importanza di per sé rimane comunque soggettiva.

CHI SONO?

Questa è la domanda base dalla quale ogni persona dovrebbe partire. Chi sono? Interrogativo rivolto ovviamente alla propria sfera personale, affettiva e professionale. Scoprire le carte può rappresentare un primo passo per confrontarsi con la realtà, cercando di fare un bilancio tra esperienze negative e positive. Nessuna paura, le esperienze negative fatto parte del passato, concentriamoci sul presente, mettendo la freccia verso il futuro. Come? con un obiettivo. Ricordiamoci che dal niente non nasce niente, motivo per cui, senza obiettivi l’essere umano rimane fermo, immobile, al palo, bloccato dai rimpianti e dall’autocommiserazione.

IL PRIMO STEP DEL MIO PERCORSO

Un obiettivo da raggiungere. Non ho idea? Ok, non c’è problema, altra domanda: cosa mi manca? Di cosa ho bisogno? Ho bisogno di un lavoro. Bene, l’abbiamo individuato. Che lavoro posso fare? cosa mi piacerebbe fare? Qualsiasi cosa per sbarcare il lunario? Va bene ma solo perchè ho bisogno di soldi ma intanto provo creare qualcosa di mio. Come? Investendo su me stesso con la scuola, corsi professionali, corsi on line, qualsiasi cosa che mi possa portare una formazione riconosciuta. Investire su se stessi, con cognizione e non a caso, è sempre il primo passo per ottenere una risposta dal mondo del lavoro ma non solo. Ma cosa vuol dire investire senza andare a caso? Molto spesso nei momenti di crisi veniamo sopraffatti dai modelli e dalle immagini che i media ci propinano, facendoci credere di poter fare qualsiasi cosa a livello professionale. Non è così.

UN POTENZIALE PER OGNI INDIVIDUO

Ogni persona nella propria unicità dispone di un potenziale da usare in favore delle proprie passioni e delle proprie capacità. Ecco perché dobbiamo ascoltare con cura quelle sono le nostre vere passioni per non rischiare di buttare soldi in corsi professionali che si riveleranno poco stimolanti e poco sfidanti dal punto di vista dell’impegno. Torniamo alla domanda di partenza: chi sono? La risposta dovrà fornire un quadro preciso sulla mia persona, sulle mie capacità e sui miei desideri professionali. Non ho passioni e non mi piace niente? Nessun problema ma il mondo del lavoro purtroppo o per fortuna non guarda in faccia nessuno, quindi anche per i lavori più “umili” sono richieste competenze di base, la prima, anche se non è una competenza, è la voglia di lavorare. Posso anche permettermi di non lavorare? Va bene, se la vita mi riserva questa fortuna ben venga, in caso contrario, prima o poi la pacchia finisce.

 

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CARE VECCHIE FOTOCOPIE

Ricordo quando anni fa lavoravo presso un’agenzia immobiliare, un lavoro di grande responsabilità, da giacca e cravatta, da banche, risparmi, conti correnti e cene aziendali. Mi sentivo importante ma quando quell’esperienza finì, decisi che forse era arrivato il momento di fare ciò che veramente volevo fare: l’attore. Cominciai la scuola di recitazione e nel frattempo per tirare avanti provavo a vendere senza successo le forniture di caffè. Perché senza successo? Perché non volevo farlo. Io volevo recitare ma si sa, il mondo dello spettacolo è molto duro, soprattutto all’inizio, così mi adattati a ripartire da zero, lavoricchiando in una scuola di recitazione appunto e facendo anche io le fotocopie, dopo anni di trattative con banche e clienti. Era necessario? Si, non c’erano alternative se volevo raggiungere il mio obiettivo. Oggi sono un attore, regista, insegnante di recitazione, giornalista pubblicista, speaker radiofonico, autore e coach professionista. Ovviamente ci sono voluti anni per mettere insieme tutto questo ma come sopra riportato, dal niente non nasce niente. Altro fattore determinante riguarda i rapporti con le persone, sacrosanti se ci vogliamo ritagliare una speranza di successo.

QUAL È IL MIO RAPPORTO CON LE PERSONE?

Altra domanda molto utile per capire e comprendere quale sia il proprio stato sociale, la propria condizione in merito alla condivisione della socialità. In questo, assume valenza fondamentale, il livello di importanza che ogni individuo attribuisce al rispetto reciproco nei confronti delle persone. Per qualcuno potrà essere di vitale necessità l’essere accettati all’interno di una società e quindi rispettarne volentieri le regole, per qualcun altro potrebbe essere invece indifferente, l’essere apprezzato e considerato. Il rapporto con le persone si costruisce con la serietà, mettendo in gioco faccia e parola, la faccia ovviamente subisce l’influenza della parola che se non è rispettata chiude definitivamente ogni rapporto. Nel momento in cui si stringe un accordo, diventa di vitale importanza rispettare la parola data, a meno che non si voglia chiudere il tutto con un addio, in maniera del tutto indifferente.

EDUCAZIONE

Anche in questo caso la parola stessa ci porta automaticamente a scrollare le spalle (controlla se l’hai fatto), come mai? Perchè io sono educato, civile e rispettoso. Questo è quello che pensiamo ma spesso non è così. L’educazione non dipende solo dalla pulizia del nostro linguaggio ma molto di più dai modi con i quali ci rapportiamo con le persone. A volte per convenienza più che per naturalezza, ad ogni modo è una cosa che si nota in volto quando un sorriso è falso o quando non vediamo l’ora di scappare via. Il giudizio degli altri conta? Assolutamente si se vogliamo avere successo, sono gli altri che ci possono offrire nuove possibilità, sia che si tratti di potenziali datori di lavoro o eventuali clienti sulla nostra strada. Appurato che io sia una persona educata, andiamo a vedere come mi considero a livello professionale.

COME MI COLLOCO PROFESSIONALMENTE?

Qui entriamo all’interno del cerchio, o meglio, della sfera lavorativa, quella più vicina alla definizione di successo, la quale nella maggior parte dei casi viene attribuita alla carriera lavorativa. Chi sono a livello professionale? Mi sento realizzato? Cosa mi manca per essere davvero felice? Il mio lavoro mi appassiona? Cosa posso fare per migliorare la mia condizione? Lavoro per lo stipendio, per la carriera o per passione? Sembrerà banale ma porsi queste domande è il primo passo per ottenere una risposta. Purtroppo nella maggior parte dei casi, la vita ci mette nella condizione di dover lavorare per lo stipendio, non sarebbe possibile un mondo esclusivamente di imprenditori, ciò non toglie che, come al punto precedente, posso tentare di cercare dentro di me quella passione da trasformare in lavoro e dunque in felicità.

POSSO VIVERE SENZA LAVORARE?

Certamente ma non come starai pensando tu. C’è un detto che recita: “Trova un lavoro che ti piace e non lavorerai più per il resto della tua vita”. Niente di più vero al mondo, lo dico per esperienza, per anni ho lavorato quasi 20 ore al giorno senza mai lamentarmi, senza sabati, domeniche, o la campanella delle 18 che chiude l’ufficio. Non per ripetermi ma è così: il lavoro “non lavoro” è dentro ognuno di noi e può venire fuori attraverso un’accurata ricerca. Chiaro? Il punto successivo ristabilisce gli equilibri tra “giusto” e “sbagliato”, riportando il tutto alla “sacralità” dell’interpretazione soggettiva del successo.

CHE COSA INTENDO PER SUCCESSO?

Al di là della definizione da dizionario, il successo viene inteso ed interpretato in maniera soggettiva, concedendo così la libertà ad ogni individuo di decidere come e quando sentirsi realizzato, in base alle proprie aspettative di vita, in base ai propri obiettivi prefissati e raggiunti. Ricordo quando ai tempi sognavo il successo, non avevo idea di cosa fosse, non sapevo come immaginarlo se non per come mi avevano indotto a guardarlo, ovvero inteso come popolarità, fama e soldi. Tre parole amiche e nemiche nello stesso tempo. La popolarità può essere circoscritta e dunque fine a se stessa, la fama può trasformarsi in fame fintanto che non arrivano i soldi, ad ogni modo posso pensare di essere una persona di successo.

REQUISITI FONDAMENTALI

Sono educato? Felice, inserito professionalmente? Rispettato da amici e colleghi? Allora posso considerarmi una persona di successo ma solo se mi sento pienamente soddisfatto e attenzione: essere soddisfatti non dipende dall’essere accettati dagli altri ma quasi esclusivamente da noi stessi, senza dimenticare l’importanza del giudizio, come sopra. La soddisfazione intesa come successo è assolutamente soggettiva, tutto dipende dalle nostre scelte. Sono felice di questa cosa? Bene, obiettivo raggiunto.

UN PRIMO PASSO VERSO IL CAMBIAMENTO

Fatte queste domande e dunque un quadro preciso su chi siamo veramente, è il momento di capire in quale direzione andare e quindi cominciare a chiedersi quali passi muovere, per orientare il primo cambiamento. La maggior parte delle persone insoddisfatte e quindi di insuccesso, si rifugia nello scarico delle responsabilità. Ad esempio una persona che non va d’accordo con nessuno dirà che nessuno lo capisce e finirà per isolarsi, convinto della propria buona fede. Una persona che invece fatica da sempre a trovare lavoro si rifugerà nel fatto che la crisi mondiale non lo aiuta. Oppure una persona spendacciona darà la colpa agli stipendi bassi invece di rivedere le proprie spese. Tutto questo, contribuisce in maniera significativa all’insuccesso, condizione che molto probabilmente porterà ad una frustrazione continua, nel caso di presa coscienza del fallimento, in caso di indifferenza, il vuoto sarà ancora maggiore.

I PUNTI CARDINE VERSO IL SUCCESSO

Andiamo a vedere i punti cardine della strada verso il successo che come detto non significa necessariamente vincere trofei o cambiare il mondo ma semplicemente, arrivare a condurre una vita felice, con un buon tenore e nella piena considerazione da parte degli altri.

STABILIRE IL PROPRIO GRADO DI SUCCESSO

Ogni individuo può tranquillamente sentirsi realizzato, lo abbiamo detto, può realizzare i propri obiettivi prefissati e condurre una vita felice e serena in base alle proprie aspettative. Questo è il primo punto, quello di base, un successo non lo si misura in base alle imprese mondiali come ad esempio scalare la vetta più alta del pianeta, ognuno ne stabilisce il grado in base al proprio vissuto. L’importante, come detto più volte, è avere sempre un obiettivo orientato al futuro che funga da stimolo soprattutto nei momenti più complicati.

RISPETTO VERSO GLI ALTRI

Una persona educata e rispettosa è già una persona di successo agli occhi degli altri, il buon vivere non può prescindere dal rispettare le buone maniere basilari con le quali ci si costruisce una reputazione all’interno di una comunità. Per costruirsi una reputazione ci vogliono anni, per distruggerla basta un secondo.

STUDIARE SEMPRE E COMUNQUE

Una persona colta, preparata ed aperta ai cambiamenti del mondo sarà una persona orientata verso il successo, attraverso la propria passione nei confronti dello studio. Studiare apre nuove possibilità, nuove porte, è un investimento sicuro su se stessi, offre nuove possibilità di lavoro, aiuta ad inserirsi nel mondo ed offre la possibilità di esprimere le proprie idee, senza la paura di dire inesattezze continue, fattore determinante nei confronti dell’autostima. Il segreto di un buono studio? Sicuramente la prospettiva di un esame funge da stimolo ma farlo senza è comunque sintomo di partecipazione continua.

SUCCESSO PROFESSIONALE

E qui arriviamo a ciò che più si avvicina all’idea generale del successo, ovvero il successo misurato in base al proprio livello professionale. Per realizzarsi professionalmente è sempre bene chiedersi quale sia lo scopo della propria esistenza lavorativa, più semplicemente che cosa voglio fare da grande. Avere un’idea chiara è un primo passo verso la positività. Scegliere un lavoro vuol dire in primis studiare per poterlo raggiungere ed una volta ottenuto, comportarsi in maniera esemplare a livello professionale. Non sempre è facile, a volte si commettono ingenuità e leggerezze, l’importante è riconoscerle e poi ricominciare a dare il massimo. La vita professionale intesa come carriera ci mette sempre alla prova, successi e delusioni spesso si compensano ma quando i fallimenti prendono il sopravvento, allora è forse il caso di fermarsi, chiedersi che cosa non stia funzionando, sempre con umiltà e grande responsabilità. Chi fa questo ha già vinto in partenza, dare la colpa agli altri non ci aiuta a scovare il vero problema.

SUCCESSO ECONOMICO

Al giorno d’oggi si sa, mettere da parte dei soldi lo si può fare solo con uno stipendio tale da non dover ricorrere necessariamente a mille sacrifici. Eppure anche quelli sono importanti, molte volte ci ritroviamo a spendere soldi per cose assolutamente evitabili, ci godiamo il momento ma poi inevitabilmente tutto torna e allora la fine del mese diventa un conto alla rovescia verso il prossimo stipendio. Imparare a fare piccoli sacrifici potrebbe aiutare a ritrovare serenità economica, quindi mollare l’ansia e la paura di rimanere a secco soprattutto in un periodo di incertezze come questo. Ma come si fanno i sacrifici? Con i “No”. È davvero utile? Mi serve? Me lo posso permettere? Quanti soldi mi restano dopo questa spesa?. Con il tempo vedrete i risparmi aumentare e le notti diventare più serene perchè ad oggi, i problemi di natura economica sono tra le prime cause di malumori in famiglia e non solo.

QUALCHE INDICAZIONE PRATICA

La nostra parola è il nostro biglietto da visita, lo abbiamo detto, mai tradirla o trascurarla. Il sole d’inverno sorge intorno alle 7 del mattino, d’estate verso le 5, l’orario per scendere dal letto dovrebbe in qualche modo corrispondere. La sera invece è giusto godere del riposo necessario ad avere le energie pronte per il giorno dopo. Quando tutto ciò sarà assodato ed automatico, il successo sarà garantito, anche nei momenti meno fortunati.

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